mercoledì 30 novembre 2005

La paura in casa


Sostiene Pizzi (Antonio Pizzi, procuratore della Repubblica a Monza su “
La Stampa
del 27 novembre) che: “Ormai siamo in presenza di quella che definisco la ‘Società parallela’. Sono immigrati clandestini, gente sconosciuta, senza nome e senza volto. Una ‘Società parallela’ che ricorre alla violenza per sfregio, per una sorta di rivincita nei confronti della nostra società”. Colpevole di “non riconoscere i diritti e di non consentire di realizzare progetti di vita”. Risultato, “i sistemi sociali non reggono”.


Sostiene Lutring (Luciano Lutring, rapinatore imprendibile degli anni ’60, definito “il solista del mitra”) che ai suoi tempi “nella Milano delle Topolino, non esistevano queste cose. Ma allora la ‘mala’ aveva una sua morale, un suo codice, era controllata dall’interno. Ora c’è troppa droga e troppi clandestini. Vedono che quelle rapine avvengono, pensano siano facili e vanno”.


Sostiene Ruotolo (Sandro Ruotolo, giornalista di spicco del Tg3, punta di diamante nella squadra di Santoro, sandroruotolo.splinder.com è il suo blog) che: “Questo della sicurezza e' un tema che non deve essere sottovalutato. Berlusconi ha vinto le elezioni sulla paura dei cittadini, mentre una certa sinistra ha snobbato la questione. Ma è proprio sulla legalità che, invece, si misura la capacità di governo delle forze attualmente all'opposizione.  A leggere i dati sulle rapine nelle ville emerge che nei primi sei mesi del 2005 sono state 166 contro le 317 dell'intero 2004 e le 257 del 2003. (erano state aggiungo – sempre riprendendo da “
La Stampa
” - 274 nel 2002. 282 nel 2001 e 323 nel 2000). “Rispondere all'esigenza di sicurezza da parte dei cittadini non è né di destra né di sinistra. Sbagliano coloro che ‘giustificano’... “Nel mezzogiorno d'Italia” gli è capitato di trovare “in certi intellettuali, in certi esponenti politici una sorta di miopia: ‘bisogna individuare nel malessere sociale la devianza’. E che c'entra? Se uno viola la legge va perseguito. Punto e basta. Poi e' la politica che deve dare risposte sociali al declino di intere aree del nostro Paese. Ci sono migliaia e migliaia di disoccupati, di lavoratori che vivono al di sotto della soglia di povertà e non per questo rubano e commettono reati”.


Sostiene Ferrero (Ernesto Ferrero, saggista e romanziere torinese, sempre sul quotidiano di domenica scorsa) che “Le aggressioni che ci spaventano e di cui soffriamo sono forse speculari al vuoto delle nostre società, alla caduta dei valori, all’assenza di progetti, alla nostra atonia morale, al nostro rimuovere tutto ciò che è dolore, sofferenza, fatica, paura, perché non è trendy, non è moderno, non è rock. Perché non sappiamo più fare i conti con noi stessi fino in fondo.


I modelli che attraverso la volgarità televisiva offriamo ai nostri figli, prima ancora che ai nuovi barbari (il successo che non costa niente, i soldi facili, il lusso virtuale degli spot pubblicitari, ecc.) contengono nel loro Dna il suggerimento a provare con le scorciatoie della violenza e della frode, che sono una tentazione sempre più diffusa anche per chi barbaro crede di non essere. il «provarci» paga quasi sempre e in ogni caso se va male costa pochissimo. I delitti grandi, piccoli e minimi che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi e che rimangono per lo più senza castigo, per via di una sciagurata cultura del lassismo e del perdonismo )quella «pornografia del perdono» di cui parlava Giuseppe Pontiggia), generano un’insicurezza diffusa che è anche peggio della paura da aggressione. Perché nasce dal dubbio angosciante che non esistano più regole del gioco condivise, che vincono sempre i più forti e i più scaltri, l’eterna Italia dei furbi e dei disonesti, come diceva Bobbio. Il vero nemico ce l’abbiamo in casa, e siamo noi.”.


Io sto con l’ordine e la legalità, con il rispetto delle regole per tutti, senza indulgere in ipocrisie, in giustificazionismi. Sto con Ruotolo, che di inchieste sulla criminalità organizzata ne ha compiute, quando scrive ciò che ho evidenziato, non nascondendo il dubbio, peraltro risolto dallo stesso giornalista, che se al Sud non si registra un’attività florida di bande nomadi dedite all’assalto delle ville, ciò è dovuto alla presenza indubbiamente più capillare (purtroppo) della mafia che, così, diventa automaticamente l’Antistato per il controllo del territorio, in grado dunque di garantire i parametri minimi di sicurezza. La deriva è così completa.


Destra o sinistra che sia chi governerà il Paese è con il gravoso problema della sicurezza e della legalità che dovrà confrontarsi. Senza sconti per nessuno.


 

domenica 27 novembre 2005

Donne


http://www.filosofico.net/venerebotticelli.jpg


BIELLA - Undici anni fa l'aveva violentata; oggi l'ha uccisa. Debora Rizzato, la venticinquenne trovata morta nel parcheggio della fabbrica dove lavorava a Trivero (Biella), è stata uccisa dallo stesso aguzzino che l'aveva violentata nel '94, quando aveva appena 14 anni. Un incubo durato undici anni, tra minacce e terrore, concluso stamani con una coltellata. L'assassino è fuggito sull'auto della sua vittima: istituiti posti di blocco, diffusa ai commissariati e alle stazioni dei carabinieri la foto del maniaco. Si chiama Emiliano Santangelo; ha 32 anni ed abita a Carema, un comune di 750 anime a Nord della provincia di Torino. Nel '94 era finito in prigione ma, dopo tre anni, era stato scarcerato e, con la libertà, aveva ricominciato a perseguitare la sua vittima. La minacciava di morte: voleva che ritirasse le denunce. (22 novembre 2005)


BOLOGNA - Carabinieri e magistratura hanno lanciato un appello per cercare testimoni che possano aiutare ad individuare l'uomo che mercoledì sera, nella periferia di Bologna, ha aggredito e violentato una donna di 30 anni in un giardino condominiale. Il responsabile sarebbe uno straniero, dai tratti somatici forse di origine pakistana o bengalese, anch'egli sui 30 anni. La telecamera di un vicino distributore di benzina ha ripreso l'indifferenza degli automobilisti che hanno visto l'uomo costringere la sua vittima attraversare la strada. Sul video si distinguono le due sagome: l'uomo trascina la ragazza cingendole la vita con un braccio mentre transitano due auto e due camper, ma nessuno si ferma. (25 novembre)


BOLOGNA - E' stato condannato a sette anni e due mesi di reclusione con rito abbreviato il diciassettenne marocchino che, insieme a un connazionale di 20 anni, il pomeriggio del 18 giugno stuprò una ragazzina di 15 anni che passeggiava con il suo fidanzatino nel parco di Villa Spada, a pochi passi dal centro storico di Bologna. La brutale aggressione avvenne in pieno giorno sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola della vittima e col fidanzatino immobilizzato e costretto ad assistere senza poter far nulla. Eppure, come per la violenza avvenuta mercoledì sera alla periferia della città, nessuno si accorse di nulla. (26 novembre). Tutte le notizie sono state tratte da repubblica.it


Non so se faccia più schifo l’indifferenza oppure lo stupro, ma di tratta di segnali che fotografano sempre più nitidamente una società incancrenita e in dissolvenza. Coacervo di disattenzioni colpevolissime, vuoti legislativi sempre emergenti a posteriori e mai durante il dibattimento, come se l’attenzione dovesse esserci solo per norme “ad personam” e non per leggi che tutelino la persona e la sua dignità. Comincio, ormai, ad essere discretamente nauseato da tutto questo, infastidito dalle chiacchiere pornografiche, da quel ciarpame portato in video ad ogni ora, da discussioni ormai vuote di contenuto, compiacimenti ad effetto con le donne, poi, ridotte a “quote rosa”, in proporzione di 1 a 4 magari. Private, oltre che della libertà di poter girare come, dove e con chi vogliono, anche della loro autodeterminazione con l’assalto insistito alla legge 194. Soggetti deboli in un contesto maschilista, paternalistico, violento nelle forme, nei contenuti e nell’esasperante proposta di corpi ostentati sui calendari.


Trovo sul web un palliativo a tutto ciò, una personale dedica al mondo femminile che il Talmud ebraico racchiude e che lascio qui come parzialissima compensazione del danno.


“State molto attenti a far piangere una donna,
che poi Dio conta le sue lacrime!
La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
non dai piedi perché dovesse essere pestata,
né dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale....
un po’ più in basso del braccio per essere protetta
e dal lato del cuore per essere Amata”.
  



 

mercoledì 23 novembre 2005

Il dodecalogo


http://www.pddm.it/rivista/2005/n_06/giugno_02.gif


Quel mitico pseudo contratto con gli italiani ha riempito la vasta aneddotica sul barzellettiere d’Italia, ma c’è ben altro: le tavole della legge. Non è dato sapere se anche a lui siano state consegnate su un monte, ma conoscendo la personcina è più probabile che le abbia scritte di proprio pugno affidandole poi ai Bondi e Schifani di turno per la propaganda. La lettura è istruttiva e ve ne faccio volentieri regalo, non avevo l’animo di conservare tutto ciò solo per me.



Le dodici tavole - i punti cardine del nostro programma per cambiare l'Italia

E’ un programma ambizioso ma così deve essere se si vuole realizzare qualcosa di innovativo e positivo. Sono le “dodici tavole”, i punti cardine del programma che verranno trasformati in altrettanti disegni di legge presentati non appena esordirà il nuovo Parlamento. Ti proponiamo la sintesi dei punti principali:


Riforme istituzionali - elezione diretta del presidente della Repubblica che sia anche capo dell'esecutivo, istituzione di una camera delle autonomie che sostituisca il Senato; dimezzamento del numero dei parlamentari; revisione della Costituzione, anche nella prima parte.


Nuovi codici - rivisitazione e profonda riforma del codice civile, di quello penale, del codice di procedura civile e di quello di procedura penale.


Abrogazione delle leggi inutili e testi unici – drastica abolizione delle leggi superflue, inutili e inapplicabili. Formulazione di testi unici per singole materie.


Economia sociale di mercato - riforma economica basata sulla riduzione delle tasse per le imprese e per le famiglie, per ridare slancio l'economia, modernizzare e rendere più competitivo il Paese e insieme avere nuove risorse da destinare a chi è in difficoltà.


Riforma fiscale – drastica riduzione del numero delle leggi fiscali, fino ad arrivare ad un unico codice fiscale, per dare ai cittadini norme chiare e certe.


Sicurezza dei cittadini - prevenzione dei reati, controllo del territorio, forze dell’ordine ben equipaggiate e ben pagate, velocità dei processi ed effettività delle pene, per garantire la sicurezza e la difesa dei cittadini.


Politica dell’immigrazione – accoglienza civile e dignitosa per chi viene in Italia per lavorare e dura repressione del fenomeno dell’immigrazione clandestina.


Uffici pubblici efficienti - riorganizzazione dal profondo di tutti i comparti dello Stato, per portarli ad alti livelli di efficacia e di efficienza.


Grandi opere - realizzazione di un grande piano di infrastrutture e di opere pubbliche per migliorare le strade, le ferrovie, il sistema idrico e le infrastrutture di tutto il Paese.


Sistema formativo - cambiamento radicale del sistema formativo e dell'istruzione, per renderla adeguata alle esigenze del mondo contemporaneo sulla base delle tre “i”, inglese, Internet, impresa. Incremento dei fondi destinati alla ricerca.


Piano per il Sud - grande rilancio del turismo e delle infrastrutture per fare del mezzogiorno il giardino d'Europa.


Liberi e solidali – aumento del 25% delle pensioni minime e realizzazione di una serie di misure specifiche a favore di chi è rimasto indietro.


''Ci rendiamo conto, io per primo - ha concluso Berlusconi - di trovarci di fronte ad un compito titanico, ma l'Italia non può distaccarsi dall'Europa e scivolare lentamente su un piano inclinato verso i Paesi emergenti del Nord dell'Africa. Siamo coscienti di essere piccoli uomini, ma forse riusciremo con questi programmi, rivolgendoci agli elettori, a farci dare un grande consenso. Quello che prevede questo piano si deve fare e siamo l'unica coalizione in campo che ha una capacità per farlo''.


(23 dicembre 2000 dal sito di Forza Italia)


domenica 20 novembre 2005

Resti umani


http://www.icpress.it/immagini%5Cbambini%20iraq%20emergency.jpg


Ammissione di ignoranza. Osservo con la commessa, sabato mattina reparto formaggi e salumi, che mi sembra presto infiocchettare bancone e scaffali con addobbi natalizi. “In fondo è il 19 novembre e non dicembre!” – esclamo. “Ma come non lo sai che dopo ferragosto è già Natale?” replica lei stupefatta. No, non lo so.


Un collega, l’altro giorno, rilevava come l’8 dicembre sia la giornata in cui si acquistano i regali per i bambini, motivata dal fatto che stanno per entrare in tasca le tredicesime e il mese è appena iniziato, dunque lo stipendio non è stato intaccato molto. No, neppure questo sapevo, forse perché non ho figli.


Credo che siano all’oscuro di questa circostanza anche quei “bambini invisibili” ai quali l’Unicef ha dedicato la giornata odierna. Quei bambini, cioè, principali vittime dei disastri naturali oppure del disastro della mente umana che partorisce guerre. O bambini proprio inesistenti per le anagrafi (dei 130 milioni che nascono ogni anno, 50 milioni non vengono proprio registrati). Pensare che  basterebbero 40 milioni di dollari l’anno per diminuire la percentuale di piccoli senza acqua, cibo, istruzione e cure mediche: la venticinquesima parte cioè della cifra spaventosa e vergognosa che gli Stati spendono in armamenti. E, per quelli che, nonostante tutto, riescono a crescere...


246 milioni di minorenni lavorano in tutto il mondo. 73 milioni di loro hanno meno di dieci anni. 2,2 milioni vivono nei paesi sviluppati, 48 milioni nell’Africa subsahariana. In 22 mila muoiono ogni anno per incidenti legati al lavoro. 8,4 milioni sono prigionieri della schiavitù per saldare i debiti dei loro genitori. 1,2 milioni sono le piccole vittime destinate al lavoro nero o al mercato del sesso. 300 mila i bambini reclutati nelle guerre. 90 milioni soffrono di grave carenza di cibo. 2 milioni muoiono ogni giorno nel mondo, perché impossibilitati ad accedere alle vaccinazioni più comuni. 500 milioni non hanno servizi igienici di base. 1,8 milioni di bambini sono morti durante le guerre dal 1990 ad oggi: la metà di tutte le vittime. 20 mila sono i morti prodotti ogni anno dalle mine antiuomo. Un terzo sono bambini e allora sono anche mine antibambino, antisperanza. 120 milioni di bambini (soprattutto bambine, logico) non sono mai andati a scuola.


Nel Kashmir pakistano, recentemente colpito dal terremoto, altre emergenze si sono aggiunte a quelle già esistenti, come la presenza di “ladri di bambini” soprattutto se orfani, da collocare sul mercato come schiavi umani. Per essere ingaggiati nei paesi del Golfo dove vengono utilizzati come fantini superleggeri per le corse dei cammelli (il godimento dei ricchi sceicchi) e questi sono i più fortunati. Altri, invece, vanno ad alimentare il mercato del sesso, oppure quello altrettanto florido degli organi.


“Però le famiglie sono troppo povere o ignoranti per denunciarlo alla polizia”, conclude sorella Maia, madre superiora a Rawalpindi delle Missionarie della Carità, l’ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta. Secondo l’Unicef, dopo il terremoto la situazione si è ancor più aggravata e “circa 120 mila bambini si trovano tuttora nelle zone colpite dal sisma. Oltre 10 mila potrebbero morire di freddo e di fame sulle montagne nelle prossime settimane, perché rimasti soli o senza aiuto”. Peccato non possano arrivare all’8 dicembre per ricevere i regali.